Alegría.

ripensa alla strada fatta in discesa e alle nuvole che coprivano le stelle. alla luna che a tratti ci guardava. ripensa alla menta e all’anice che avevi in bocca, alle ore passate a guardarti. alla luce chiara dell’alba che ci scrutava assiderati, ai pensieri strani e ai racconti dell’orrore.
se scrivo pallide mani sulla tua pelle, colorata neve sei. il bianco nel grigiore della vita, gli attimi che conservo stretti, le paure lasciate da parte.
vedo corpi torcersi imperlati di sudore e lustrini, vedo luci colorate e lycra scivolosa. vedo il tuo sorriso e i tuoi occhi. vedo un trapezio e il trucco bianco, stroboscopiche anomalie. sono rumori quelli che sento che non esistono che per me. è il suono del tuo credo esalato in momenti di gioia, è il grattante sussurro, è il grido e la passione.
fossi migliore, sarei un altro. sono i miei dubbi e i miei limiti che giorno dopo giorno cerco di lasciarmi dietro. sono il vero che si fa strada dietro la maschera pesante e nera che mi son messo addosso, pierrot col sorriso. sono quanto di peggio il mondo che mi creo riesce a immaginare, sono l’abnegante senso d’allontanamento. sono la distanza e i treni. sono la lontananza e la gomma che sbanda sul bitume ghiacciato, il caldo abbraccio di fredde mani.
parlami ancora in lingue sempre nuove. insegnami quel che non so, ricordami i perché e i come. dimmi che vivremo ancora, sorreggimi se cado, e certo che cado.
sorridimi sempre, dammi le tue lacrime e non andare.

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