mi piacerebbe sai.

chiudi gli occhi e non fermarmi mentre parlo. segui la mia voce, non puoi sbagliare.
immagina un mondo dove le nuvole non coprono mai il sole, una spuma diffusa in aria. immagina un mondo dove i prati sono sempre verdi e l’acqua sempre blu. immagina un mondo dove possiamo vivere vicini e felici, la mia testa sulle tue gambe sdraiato tra l’erba e tu che mi carezzi i capelli. sorridi e mi racconti la storia di quando ci siamo incontrati, sì, ma tu mica ti ricordavi tanto bene di me che poi non è che ci fossimo detti chissà che cosa forse un ciao, un piacere che poi non era nemmeno così vero perché dopotutto pensavo che fossi uno di quelli a cui non puoi nemmeno avvicinarti che non danno confidenza alle persone e invece mi hai preso dalla pancia che io pensavo di morire soffocato che mi mancava l’aria i primi tempi ed è stato difficilissimo imparare a respirare con te accanto come quando dai i primi tiri di sigaretta che io me lo ricordo ancora il mio primo tiro che alla fine mi è anche piaciuto ma poi non è che fosse stato così facile far spazio a quell’aria che non era aria e tu invece adesso sei solo aria e se non ci sei vado in apnea e non mi ricordo più come si fa a respirare e insomma mi hai preso proprio dalla pancia e ti sei preso il mio baricentro che adesso quando sei via io cado ed è una tensione continua.
io ti guardo mentre parli e sorridi e hai gli occhi di quel colore che non so nemmeno dirti come sono perché è il colore tuo soltanto.
la notte si fa strada tra i palazzi alti e tu non ci sei. penso ai giorni in cui non ti conoscevo e non ricordo molto. obnubilata la mente si ribella. è una lotta impari: io contro te contro il mondo contro noi contro i miei desideri contro i tuoi. uno è tutto.

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