nella mia bocca.

come potrei io, parola-verità, credere di dipingere la figura tua in segni fuggevoli e decadenti. nero su bianco poter metter l’animo tuo, difficile impresa sarebbe per me, ramo secco della tua quercia.
ti ho visto nella notte fulgida e incandescente che la verità m’ha steso davanti, t’ho visto nel buio e alla luce contorcerti e divampare, fiamma senza fumo. t’ho visto nella mia bocca sparire nella musica assordante. e dove sei ora che non ci sei più qui accanto a me a proteggermi dagli incubi e dalle paure, dai sogni e dai desideri che insani mi stravolgono? la nostra marcia è verso il vuoto anche quando la mia testa fa male per l’alcool e le medicine che non prendo, per il vino e l’erba che non fumo.
sento ancora le tue braccia attorno alla mia vita e mi salvano come l’ultima volta che m’hai abbracciato in fermata e c’era la gente e c’erano le persone e mi guardavi forte con gli occhi che mi penetravano e io non sapevo reagire, io aspettavo che il mondo finisse perché doveva finire e non c’era altra soluzione. non so come fare.
ricordi ancora i silenzi e quelle parole che lente scivolavano dalla mia bocca come saliva? ricordi ancora il tuo sorriso bello che segnava l’orizzonte dei miei occhi?

credevo di essere un dente marcio nella tua bocca.

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